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Il virus che causa la epatite A
(HAV) è un virus a RNA, appartenente alla famiglia delle Picornaviridae.
Una volta ingerito, il virus, assorbito dallo intestino, giunge al fegato per
via ematica, si riproduce nelle cellule epatiche, poi si riversa nella bile e da
qui nelle feci della persona ammalata. Con la dispersione delle feci nello
ambiente il virus può inquinare le acque o gli alimenti, e venire ingerito
iniziando così un altro ciclo (trasmissione oro-fecale).
Una persona infetta elimina il virus con le feci per 2-4 settimane nel corso
della malattia. In casi eccezionali il virus può essere trasmesso anche per via
parenterale, (che non vuol dire tra parenti) durante il breve periodo in cui il
virus è presente nel sangue.
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EPATITE A.
Si trasmette quasi esclusivamente per via oro-fecale. La diffusione è favorita
da scarse condizioni igieniche e dal sovraffollamento. Ha un periodo di
incubazione di circa 4 settimane. Durante la fase acuta, è possibile individuare
gli anticorpi contro l'HAV (anti-HAV) sottoforma di IgM per un periodo di alcuni
mesi. Durante la convalescenza, invece, l'anticorpo anti-Hav prevalente è una
IgM. Da tale comportamento biologico si deduce un criterio importante per la
diagnosi: in fase acuta essa può, infatti, essere posta dimostrando un alto
titolo di anticorpi tipo IgM. Successivamente alla fase acuta, gli anticorpi
della classe IgG restano dosabili per un periodo indefinito, durante il quale il
paziente è immune da una eventuale reinfezione.
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- candida2
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- candida4
- epatite
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EPATITE B.
Come molti sapranno la principale via di contagio di questa forma di epatite è
la via percutanea, ma la definizione di "epatite da siero" non concorda più con
le caratteristiche epidemiologiche attualmente note. Ciò per due motivi
fondamentali: il primo è che gran parte delle epatiti trasmesse per
emotrasfusione non sono dovute all'HBV; il secondo è che il virus è stato
isolato in quasi tutti i liquidi biologici dei pazienti infetti: saliva,
lacrime, liquido seminale, secreto gastrico, latte materno, urine; è stato
dimostrato come tali liquidi, in particolare saliva e liquido seminale, se
somministrati all'animale da esperimento, sono in grado di trasmettere la
infezione sia per via percutanea che per vie non percutanee: tra queste ultime
la via sessuale riveste una importanza determinante.
Epatite B in Italia colpisce oltre 1 milione di persone, è in grado di
'nascondersi' nell'organismo, aumentando così la probabilità di ammalarsi e
risultando, un fattore di rischio per il cancro.
L'Epatite B è un'infezione virale che colpisce il fegato, trasmissibile
sessualmente o per contatto con sangue o liquidi del corpo infetti. La
trasmissione può avvenire anche attraverso pratiche che prevedono il contatto
con aghi e siringhe non sterili, come tatuaggi, piercing (anelli) , orecchini
manicure, pedicure, anche perché il virus resiste in ambienti esterni fino a
sette giorni. Secondo dati dell'Istituto Superiore di Sanità, gli italiani
portatori cronici del virus sono 700-800 mila e i nuovi casi di infezione
registrati ogni anno sono 10 per 100 mila abitanti.
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cancro
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EPATITE C.
L'agente responsabile di questo tipo di epatite, il virus della epatite C,
trasmissibile per via percutanea, ha la caratteristica di sfuggire ai meccanismi
immunitari dell'ospite, per cui la determinazione degli anti-HCV è insufficiente
per identificare tutti i soggetti infettati. L'indicatore più sensibile è la
presenza di HCV-RNA che può essere individuato entro pochi giorni dalla
infezione e che tende a persistere per tutta la sua durata.
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