La terapia mirata
La terapia con Bicarbonato dovrebbe essere impostata subito a grosse dosi, in
maniera continua, a cicli e senza pause, in un’opera di distruzione che dovrebbe
procedere dall’inizio alla fine senza interruzioni almeno per 7-8 giorni per un
primo ciclo, tenendo presente che una massa di 2-3-4 centimetri comincia a
regredire consistentemente dal 3° al 4° giorno, e crolla dal 4° al 5°.
In genere il limite massimo della dose che può essere raggiunto in una
seduta si aggira intorno ai 500 cc di Bicarbonato di Sodio al 5%, con la
possibilità di aumentare o diminuire la dose del 20% in funzione della corposità
dell’individuo da trattare, e in presenza di localizzazioni plurime su cui
suddividere una maggiore quantità di sali.
C’è da sottolineare che le dosi indicate, proprio perché innocue, sono le
stesse utilizzate senza problemi da oltre 30 anni in una miriade di altre
situazioni morbose. Per potenziare al massimo l’efficacia del Bicarbonato di
Sodio, sarebbe utile sempre somministrarlo direttamente sulle lesioni o
sugli organi invasi da una neoplasia.
Ciò è possibile mediante la arteriografia selettiva (visualizzazione
di una arteria specifica) e mediante il posizionamento di port-a-cath
arteriosi (vaschette in raccordo col catetere). Queste metodologie
consentono di posizionare un cateterino direttamente nell’arteria che nutre
la massa neoplastica, permettendo di somministrare alte dosi di Bicarbonato
di Sodio nei recessi più profondi dell’organismo.
In questo modo quasi tutti gli organi possono essere trattati e
possono beneficiare di una cura con i sali di Bicarbonato, innocua, rapida
ed efficace, ad eccezione solo di alcuni distretti ossei come vertebre e
costole, dove la perfusione arteriosa, essendo esigua, non permette il
raggiungimento di dosi sufficienti.
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Perche' utilizzare il Bicarbonato nella Cura dei Tumori ?
Simoncini: "La ragione di fondo e i motivi che ci suggeriscono contro i tumori
una terapia con Bicarbonato di Sodio è la idea che, pur con il concorso di una
miriade di fattori con causali variabili, il loro sviluppo e la loro
proliferazione locale e a distanza hanno una causa quasi, esclusivamente
fungina. Al momento, contro i funghi a mio avviso non è dato opporre nessun
rimedio utile se non proprio il Bicarbonato di Sodio. Gli antifungini
attualmente in commercio, infatti, non rispondono alla necessità di penetrare
nelle masse (ad eccezione forse delle prime somministrazioni di azoli o di
amfotercina B per via parenterale), in quanto sono concepiti per una azione solo
su un piano stratificato di tipo epiteliale. Sono quindi incapaci di incidere in
aggregati miceliali disposti in senso volumetrico, e per di più mascherati dalla
reazione connettivale che tenta di circoscriverli.
I funghi sono poi in grado di mutare velocemente la propria struttura genetica.
Dopo una prima fase di sensibilità nei confronti dei fungicidi, riescono in
breve tempo a codificarli e a metabolizzarli senza riceverne ulteriore danno.
Paradossalmente anche beneficiando del loro alto potere tossico nei confronti
dello organismo. Il Bicarbonato di Sodio, invece, dotato di una altissima
diffusibilità e privo di quella complessità strutturale facilmente codificabile
dai funghi, mantiene a lungo le proprie capacità di penetrazione dentro le
masse, e soprattutto, per la velocità con cui le disgrega, cosa che rende loro
impossibile un minimo adattamento sufficiente a difendersi".
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