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Arcobaleno dei colori ...
Avvicina il cursore e ingrandisci l'immagine.Nella visione dell’uomo la luce e i colori sono sempre stati indissolubilmente uniti e poiché esiste un legame tra luce e vita, anche i colori possono essere visti come manifestazioni della energia vitale. Per molto tempo non si è riusciti a spiegare perché determinate sostanze appaiono di un preciso colore. La spiegazione fisica del fenomeno fu data da Isaac Newton quando, con l’aiuto di un prisma, separò la luce bianca nelle sue componenti colorate, ottenendo così lo spettro dei colori.
La prima teoria del colore della era moderna è di I. Newton che, nel 1666, stabilì la esistenza dello spettro cromatico composto dai 7 colori fondamentali (che sono quelli dell’arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto).
La colorazione di un corpo o di una sostanza dipende dalla sua struttura molecolare che assorbe determinate frequenze e ne riflette altre. La parte non assorbita, quella riflessa, è percepita come colore. Si scoprì che questo corrisponde ad una radiazione di diversa lunghezza d’onda e diversa frequenza. Le frequenze delle onde elettromagnetiche che percepiamo come visibili sono fra 0,4 micron (viola) e 0,75 micron (rosso); al di sopra e di sotto a questi colori si trova la gamma dei raggi infrarossi e ultravioletti. Quando le lunghezze d’onda sono ultracorte, diventano invisibili, ma il colore esiste, anche se non è percepito dall’occhio umano.
La fisica ci ha dimostrato che dove esiste materia è presente energia
Quindi la materia non è altro che una forma densa di energia, il cui stato vibrazionale produce il livello di manifestazione. Possiamo quindi parlare di: Energia densa ed Energia sottile a livelli vibrazionali diversi. Una delle forme più pure di energia indispensabile per la vita è la luce. Noi la decodifichiamo con i nostri occhi come luminosità e colori, ma in realtà si tratta di energia elettromagnetica, fotonica quantica con tutti i suoi aspetti ondulatori e trasversali di diffusione. In altre parole ciò che l'occhio umano percepisce come colore altro non è se non una piccola banda energetica, indispensabile per la vita, le cui proprietà sono riassunte nella teoria quantica dei campi elettromagnetici di cui la meccanica ondulatoria del fotone ne costituisce una minima parte. Una dimostrazione abbastanza lampante di ciò la abbiamo nel cosmo al di fuori della nostra atmosfera dove, pur essendo presente, la energia luminosa non è visibile come tale: tutto è infatti buio. Sono le particelle di azoto sospese nella atmosfera terrestre che permettono, per fenomeni ottici, di farci vedere la luce solare e il colore blu del cielo. Così la luce può essere scomposta nei sette colori, rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola, attraverso fenomeni naturali come l'arcobaleno o esperimenti fisici come il passaggio della luce bianca attraverso un prisma (esperienza di Newton).
NERO:
Rappresenta l'oscurità, il vuoto, il male. E' un non-colore, cioè è assenza di colore, e tuttavia viene utilizzato per rendere più densi altri colori. In genere si indossa perché elegante e attira, in quanto si rimane nascosti da un velo di mistero. Pone una barriera tra la persona e il mondo. Ha però un effetto depressivo.
Ogni colore corrisponde ad una precisa lunghezza d'onda che è inversamente proporzionale alla sua energia e frequenza vibratoria; ciò vuol dire che il rosso, ad esempio, ha una grande lunghezza d'onda ma scarsa energia vibratoria. Più si sale verso l'arancione, il giallo, il verde, l'azzurro, l'indaco ed il viola, più la lunghezza d'onda diminuisce ed aumenta l'energia di vibrazione.
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