sacro torchio
La Cartapesta tra sacro e profano

Recupero e Realizzazione  DELLA CARTAPESTA
Il tasso di raccolta italiano è in assoluto il più basso in Europa (28% contro 58% in Germania). Poiché i materiali cellulosici rappresentano tra il 25 ed il 30% dei rifiuti solidi urbani e tale quota è crescente, le amministrazioni locali sostengono un onere elevatissimo - a carico della collettività, che paga - per avviare in discarica tale materiale; - per produrre circa 6,8 milioni di tonnellate di carta all'anno - di cui 2,8 di carte per uso grafico - l'industria cartaria italiana consuma circa 3,3 milioni di tonnellate di carta da macero, di cui circa 800.000 tonnellate di giornalame misto. Oltre 200.000 di queste sono importate, proprio a causa del modesto livello di raccolta interna, con la conseguenza di un più elevato costo del macero utilizzato e di una minore competitività dell'industria cartaria italiana rispetto a concorrenti internazionali. In totale un milione di tonnellate di macero è importato nel nostro Paese per produrre carta, mentre oltre 4 milioni di tonnellate di carta e cartone vanno in discarica pur essendo recuperabili. Ogni anno vengono avviate alla discarica in Italia oltre 1.000.000 di tonnellate di quotidiani e periodici e circa 100.000 tonnellate di stampati la cui raccolta fornirebbe altrettanta materia prima di qualità alle cartiere italiane.  Un vero spreco di materie prime. Basterebbe usare un poco di ingegno per avere disponibile altro materiale da riutilizzare. Esempio: con la poltiglia ottenuta dal macero, come spiegato in altre pagine, stesa su un torchio (vedi foto) o semplicemente stesa con un mattarello casalingo, passato più volte sopra la poltiglia, e lasciata poi asciugare al sole , per avere carta riciclata da usare per vari scopi. Più o meno sottile secondo quante volte passate sotto la pressione del rullo.

Pensate che in Inghilterra e in America veniva usata per costruzioni di architetture e ingegneria industriale: ruote, accessori di macchine e tetti.
In Germania si usava per fare i pavimenti: si stendeva una pasta di cartapesta che una volta asciutta veniva colorata, questi pavimenti creavano una superficie unica senza giunture, erano economici e molto igienici.
In Norvegia e precisamente a Bergen, nel 1793 fu costruita una chiesa interamente in cartapesta. Qui un esempio di sculture e croci sacre accostate alle maschere di carri allegorici.
Uno dei procedimenti usati per la creazione di carri è il seguente: prima di tutto viene creato un modello in argilla sul quale, con una colata di gesso, si ottiene il calco, all’interno del quale vengono poi applicate le strisce di carta imbevute di acqua e colla. Dopo molto tempo, necessario alla asciugatura, (questo dipende da vari fattori ambientali) si stacca Con il sistema del calco potete fare tante copie dello stesso soggetto. il lavoro di cartapesta e si dipinge con colori acrilici o a tempera. La lavorazione si conclude con uno strato di vernice lucida dopo la decorazione.

I primi carri di cartapesta si costruirono ad Acireale nel 1880. Da allora fino ai nostri giorni Acireale ha mantenuto questa tradizione servendosi di tanti cantieri portati avanti da volenterosi artigiani. Negli anni '50 - '60 ai carri allegorici ed alle macchine infiorate, si affiancano dei mini-carri, detti "lilliput".

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prparaScatole

Qui si puņ vedere la costruzione di un coperchio di scatola.

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