


La visione del colore dipende dai coni che sono di tre tipi, sensibili rispettivamente ai colori verde, rosso e blu. Nei coni avvengono delle reazioni fotochimiche reversibili che producono segnali elettrici diversi secondo il colore e la intensità della luce che cade sulla retina. Il nervo ottico trasmette i segnali al cervello, dove le zone preposte alla visione ricostruiscono la immagine, producendo quel fenomeno fisiologico soggettivo che chiamiamo visione del colore. Circa un 10% della popolazione ha problemi di visione del colore, con casi estremi come, ad esempio, i daltonici, ma nella maggior parte degli individui, pur con minime differenze tra individuo e individuo, la visione del colore produce sensazioni analoghe
La visione cromatica è un fenomeno complesso in cui si intrecciano elementi fisici, processi neuro-fisiologici e fattori psicologici e culturali. La visione è una interpretazione intersoggettiva (comune a tutte le persone) della realtà che ci circonda ma, attivandosi in sinergia con le complessità del pensiero e della situazione psicologica dell'individuo, assume anche delle connotazioni di soggettività.
È quindi importante acquisire il concetto che la luce interagisce con la materia che incontra sul suo cammino ,a seconda del modo in cui interagisce, creerà i presupposti perché questa materia ci appaia più o meno visibile e differentemente colorata.
La luce è energia elettromagnetica visibile solamente nel momento in cui si imbatte in una qualsiasi materia. La luce è quindi una energia resa visibile dal suo diffondersi, riflettersi, "riemettersi" dopo aver interagito con la materia. Gli oggetti e gli ambienti che ci circondano sono in gran parte colorati.
Ciò dipende dal fatto che la luce si diffonde attraverso onde di diversa lunghezza: ad ogni onda corrisponde un colore. La differenza tra 'colore' e 'non colore' è spesso labile e soggettiva: la conoscenza della 'teoria dei colori' è affascinante e varia... Ma ...stabilire delle regole in proposito è estremamente difficile, poiché il problema della visione cromatica, al di là della qualità dello stimolo e del funzionamento fisiologico, resta pur sempre condizionato da reazioni psichiche soggettive.
Itten scriveva:” I colori sono radiazioni, energie che operano su di noi positivamente o negativamente, anche se non ne abbiamo coscienza”. Il rosso, il verde e il blu sono i colori che più agevolmente si prestano alla sperimentazione di tali effetti. Il rosso il più eccitante,il verde il più riposante, e il blu il più rasserenante. Studiosi di “cromodinamica” hanno scientificamente dimostrato gli effetti specifici che luci e pigmenti colorati riflessi da superfici estese provocano sui processi visivi.
I colori che vediamo dipendere dalla interazione fra le gamme di sensibilità di quei pigmenti e le aspettative del cervello. Quando quelle aspettative non abbinano le realtà dei coni, la percezione di colore soffre. Basti pensare ai paesi nordici dove per lunghi periodi non vedono il sole. Le depressioni sono più numerose. E per un artista non vedere la gamma dei colori equivale alla cecità .
Il terzo millennio sarà in grado di interpretare una emergente ricchezza cromatica della quale mai un essere umano aveva disposto se non da parte dell'ambiente naturale, rappresentando a tutti gli effetti "la nuova era del colore".
Marisa Poliani.