La pittura lirica .

Il termine “Orfismo” era stato inventato da Apollinaire nei 1912 per descrivere la pittura lirica e sensitiva di Delaunay Robert , basata unicamente sul contrasto dinamico di luci e colori ed era stato esteso dallo stesso critico agli altri pittori cubisti che realizzavano una pittura di movimento per esprimere “una visione più interiore , più poetica dell’universo e della vita”.

L’Orfismo non è dunque un movimento artistico programmato ma le loro sperimentazioni sono di estremo interesse, per quanto riguarda luce e colore. Disegna un clima di cultura che sulla scia di Delaunay si forma in Francia negli anni 1912-14 in antitesi e in polemica con il carattere ancora realistico e statico del cubismo di Picasso e Braque.

I pittori orfici -scriveva Apollinaire– creano composizioni nuove con elementi “attinti non dalla realtà , ma da loro interamente create.” Attraverso il colore la pittura si fa ricerca della pura espressione lirica. Rifiutando l’imitazione della realtà ed esprimendosi attraverso la forza suggestiva del colore e del movimento. Pittori orfici realizzano in Francia le prime manifestazioni di arte astratta.

 

Contrasto simultaneo


L’interesse per l’arte astratta non è per Delaunay così esclusivo come per Kandinsky, ma concentra il suo interesse sul colore. Si è avvalso del principio del “contrasto simultaneo”. In Germania Goethe introduce gli orfisti.
Anche J.Itten un colorista attento e delicato risente della influenza di Delaunay. Infatti nei suoi interventi alla Bauhaus aveva formulato una teoria dei colori, dove analizza tutta la serie dei contrasti cromatici che producono la luce.

Nella visione dell’uomo la luce e i colori sono sempre stati indissolubilmente uniti e poiché esiste un legame tra luce e vita, anche i colori possono essere visti come manifestazioni della energia vitale.
Per molto tempo non si è riusciti a spiegare perché determinate sostanze appaiono di un preciso colore. La spiegazione fisica del fenomeno fu data da Isaac Newton quando, con l’aiuto di un prisma, separò la luce bianca nelle sue componenti colorate, ottenendo così lo spettro dei colori.

 

 

La luce è colore.

Il quadro dell’orfismo va completato con Sonia Delaulay che anche lei prosegue nella ricerca degli effetti di movimento e di esaltazione dei colori . Scrive di lei il critico d’arte Lea Vergine: “ tiene la sua prima mostra a Parigi nel 1908. Le prime testimonianze dei suoi studi sulla luce: "E’tude de lumier" "Le bal Bullier", appartengono agli anni 1912-13, come pure le prime creazioni simultanee.

Nei suoi "Prismi elettrici" la rotazione dei dischi colorati crea lo spettacolo esaltante della luce elettrica, e si fa espressione della nuova poesia della modernità.
Nata in Ucraina, ma trasferitasi a Parigi all’età di venti anni, Sonia Delaunay, moglie del pittore francese Robert Delaunay, e personaggio di spicco della prima avanguardia parigina, ci permette un affascinante viaggio attraverso l’arte del XX secolo: dalla Russia all’effervescente e cosmopolita ambiente parigino degli anni precedenti la Prima guerra mondiale. Amica, insieme al marito, compagno d’arte e di vita, di intellettuali, poeti e artisti, Sonia Delaunay spazia in ogni sfera della produzione creativa: pittura, grafica, moda, pubblicità, teatro, balletto, cinema, arredamento, illustrazione di libri.

Marisa Poliani.