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| ARTE | CULTURA | |||||||||||||||||||||||||||
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A proposito della altra metà della avanguardia. “...forse sono state per metà vittime per metà complici, come tutti del resto e neppure furono trafitte dalla routine della carriera poiché seppero ascoltare e abitare “altre voci, altre stanze”. Che non si sia trattato poi di pedine, oppure di ancelle irregolarmente immatricolate, di personaggi vicari, di personalità succedanee lo dimostrano le loro opere , la loro vita. Eppure la storiografia ne aveva scolorito i profili, le aveva archiviate come personalità “interessanti” in quanto legate ai leader dell’epoca secondo la convinzione della musa ispiratrice, dell’alter ego dell’artista maschio, come “proiezione del desiderio” (si pensi ai surrealisti). Talvolta eliminate anche le tracce sicchè moltissime di queste opere giacevano dimenticate come reperti archeologici e molte autrici mai lette o trattate in quanto persone, ma come il doppio del sociale, come travestite, come camuffate, deformate e distorte. Certo sono state donne dotate di eccentricità, disobbedienza, generosità, tragica grazia. Ma Bisogna averne conosciute più di una tra quelle ancora vive per chiedersi in che maniera angelicamente luciferina abbiano vissuto il loro destino di intellettuali, capaci come furono di eludere le condizioni clandestine e sconfiggere l’anonimato, inclini, ancor oggi a una ironia.. Del ricordare e raccontare, smitizzando eventi e persone.” Lea Vergine Da “L'Altra metà della avanguardia”
Carla Accardi (Trapani 1924) |
La nota sindrome: “quella è la moglie del tal dei tali; credo che anche lei dipinga!” Certo non sono molte le coppie come, Sonia e Robert Delaunay, che sono riuscite a raggiungere una così perfetta fusione degli interessi artistici e personali. Assieme essi elaborano gli elementi per le loro teorie sul colore e sul ritmo. La energia creativa ed esuberante di Sonia Delaunay influenzò senza dubbio lo sviluppo artistico del marito, in tanti modi non sempre riconosciuti. Ma, come fa notare Damase “Sonia Delaunay si è sempre tenuta in disparte affinché l’attenzione si concentrasse sulle ultime opere di suo marito…” Karen Peterson,J.J.Wilson L’Avanguardia in occidente
nasce proprio con il disprezzo della donna” proclamato da Marinetti.
Gesto clamoroso che era però solo l’epifenomeno di una vasta
congiuntura storico-culturale...tutta la cultura fin de siécle
vedeva nella donna una creatura puramente istintiva, praticamente
sprovvista di intelligenza. Già qualche anno prima della fondazione
del futurismo Marinetti aveva definito la donna “un avanzo di
barbarie”. E presso gli ambienti letterari dell’avanguardia, da
Rimbaud a Jarry, correva la stessa misoginia. Giovanni Lista da: “l'altra metà della avanguardia” La sistematica ricerca ed esaltazione del segno-colore connota da
oltre mezzo secolo la personalità artistica di Carla Accardi
(Trapani 1924) , fra i massimi esponenti dell’astrattismo italiano. Dal 1946 a Roma, la giovane siciliana si impose presto alla
attenzione dei maggiori critici come uno dei protagonisti del gruppo
"Forma" (1947), con Sanfilippo (suo marito), Dorazio, Perilli,
Consagra, Turcato. Un rapporto fra opera e spazio che sfocia negli anni Settanta nelle "Tende", vere e proprie strutture abitabili e percorribili. Altri materiali vengono sperimentati negli anni Ottanta: tele grezze da cui trapelano stesure cromatiche di varia intensità. Altre importanti mostre nel mondo consacrano la energia intrisa di luce mediterranea del suo lavoro.
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