|
|
![]() |
|
| ARTE | Link | |||||||||||||||||||||||||
| Il diciottesimo secolo | ||||||||||||||||||||||||||
![]() |
testimonia una accresciuta schiera di pittrici donne professioniste che erano in competizione coi loro colleghi maschi e anche fra loro stesse per ottenere clienti e un posto nelle accademie più prestigiose. Questo portò a restrizioni nel numero di membri donne in varie istituzioni e persino la esclusione dalla Accademia reale franceseche nel 1706 votò perché non fossero più ammesse le donne. Sebbene questa decisione fosse stata poi cambiata in modo da poter includere almeno quattro donne, le opportunità per le donne di raggiungere la fama e il successo dei loro contemporanei maschi erano limitate, e peggiorava la situazione il fatto che esse non potevano esercitarsi nelle accademie né frequentare le lezioni di disegno dal vero. Nonostante tutto, ci fu un gran numero di artiste donne nel diciottesimo secolo che divennero note per il loro talento, nell'insegnamento, per innovazioni stilistiche, influenze su altri artisti e una certa prosperità professionale. |
![]() |
||||||||||||||||||||||||
![]() |
Ciò si può vedere perfettamente nella vita e nelle opere della pittrice francese Elisabeth Vigee Le Brun. Vigee-Lebrun aveva molta più libertà quando dipingeva se stessa, una impresa in cui era spesso impegnata. Le sono attribuiti quasi quaranta autoritratti, sebbene molti di questi siano copie autografe di originali. Questa tendenza a dipingere molte versioni della stessa composizione era tipica dell'epoca e non sminuiva affatto l'importanza del suo lavoro. Dato che anche altri artisti facevano copie dei suoi più ammirati lavori, comunque, molte versioni dello stesso dipinto potrebbero essere disponibili per essere studiate. Gli autoritratti di Vigee-Lebrun incontrarono una grande quantità di responsi della critica dal momento in cui erano stati dipinti fino ai nostri giorni. Fra i suoi contemporanei, Grimm li definì "brillanti e pieni di grazia", mentre Michael Levey e Simone de Beauvoir (femminista), li hanno tacciati di narcisismo. Le femministe Parker e Pollock li considerano inappropriate rappresentazioni di una professionista, mentre Boime li definisce insieme "spontanei" e "superficiali". |
![]() |
||||||||||||||||||||||||
![]() |
Sheriff li chiama "abili performances artistiche dipendenti dalla capacità di usare codici, gesti e stili mimetici significativi", mentre Baillio sottolinea il fatto che essi introducono una apparenza "più naturale". Nessuno li ha definiti "brutti" o "mal eseguiti" e uno sguardo ai suoi più importanti autoritratti dimostra facilmente il perché. Gli autoritratti di Vigèe-Lebrun sono indubbiamente fra le immagini più belle e più riccamente colorate mai dipinte, cosa che li rende tanto importanti da essere inclusi in ogni archivio di ricerche visuali. Altri contemporanei ne lodano lo spirito, la grazia, e il fascino - tutte qualità molto apprezzate nella Parigi dell'Ancien Regime e magistralmente colte in questo autoritratto giovanile. Ciò che ha rappresentato in questo ritratto É il suo ruolo di pittrice, professione che ormai esercitava già da dodici anni, visto che aveva iniziato la sua carriera a quindici anni. Guadagnava già così tanti soldi che aveva attirato la attenzione della legge che minacciò di arrestarla poiché lavorava senza licenza. Per porre rimedio alla situazione entrò nell'Academie Saint-Luc nel 1774, dove espose regolarmente le sue opere. Nel 1783, un anno dopo , divenne membro dell'Accademia Reale. Quindi, era una donna professionalmente affermata quando eseguì questa immagine sorridente e quasi sensuale di se stessa.
|
|||||||||||||||||||||||||
![]() |
La serie degli autoritratti nell'opera di Elisabeth Vigee Le Brun Elisabeth Vigee
Le Brun É stata una dei più famosi e prolifici ritrattisti di tutta
la storia dell'arte. Da un suo conteggio,
eseguì più di novecento opere durante i suoi ottantasette anni
di vita
(1755-1842). Fra queste opere ci sono dipinti di storia, e anche
paesaggi, ma la stragrande maggioranza erano ritratti raffinati e
idealizzati degli aristocratici più eminenti del suo tempo. La sua più
importante mecenate fu la tanto malignata
regina di Francia, Maria Antonietta. |
![]() Studio MP |
||||||||||||||||||||||||
![]() |
É significativo che nel
dipingersi come madre, Vigee-Lebrun abbia forgiato un nuovo genere
nella realizzazione degli autoritratti femminili, mentre negli anni
le pittrici si erano impegnate a dimostrare il loro ruolo di donne
di stile ed educate, di professioniste sedute al cavalletto con la
tavolozza in mano, escludendo in questo modo l'enfasi materna, forse
per paura di non essere prese in seria considerazione come artiste.
In questo periodo,comunque,
Vigee-Lebrun era pagata per i suoi ritratti più degli altri
ritrattisti, incluso
Gainsborough. La grande quantità di commissioni che le era affidata
era sempre soddisfatta perché lavorava tutto il giorno, ogni giorno,
con rarissime interruzioni. Dice che un giorno di riposo che lei
chiama "calma" le ridava le forze per lavorare a lungo e duramente
per così tanti anni. Così, ebbe la possibilità di mostrarsi nel
ruolo sentimentale di madre senza preoccuparsi della sua posizione
professionale. |
![]() |
||||||||||||||||||||||||
![]() |
Lavorava incessantemente ed era molto apprezzata per il suo talento. questo É anche il punto cruciale dei suoi autoritratti, inclusi i lavori tardi fatti a San Pietroburgo (1800). Era fiera della sua bellezza e del suo talento? Certamente! Ma lo erano anche Quentin de la Tour, Courbet, e una gran schiera di altri pittori uomini. É evidente che c'erano tutte le giustificazioni del mondo per la sua vanità, che aveva certo buone fondamenta nel suo successo professionale. Ciò era noto ai suoi contemporanei. Quando a Sir Joshua Reynolds, Direttore della British Royal Academy, fu chiesto cosa pensasse dei suoi dipinti, egli disse che erano degni di tutti i grandi maestri vivi o morti. Quando il suo allievo Northcote chiese se fra questi includesse anche Van Dyck, il geniale ritrattista fiammingo del diciassettesimo secolo, egli rispose di sì. Kathleen Russo Kathleen Russo, Phd, Florida Atlantic University ha Presentato nel 1996, ad Amsterdam |
|
||||||||||||||||||||||||
|
|
![]() |