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Tamara De Lempicka, Pittura |
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Si
forma a Parigi dove conosce il futurista Marinetti.
Suo maestro è Andrè Lothe, critico d’arte e pittore noto
anche per il suo “cubismo sintetico”.
Nel 1927
conosce D’Annunzio ma non cede al “suo fascino”. Diventa
baronessa per avere sposato nel 1934 il barone Raoul Kuffner.
La sua
casa di Parigi è frequentata dalla alta società.La sua bellezza
diventa un mito. Verso il 1939 si trasferisce in America dove
espone le sue opere. Si trasferisce a Hollywood. Organizza feste per
la Croce Rossa.
Alla fine si arruola come sergente. Tutti i suoi
disegni sono dispersi.
Nel 1972 la Galerie du Luxemburg di Parigi le
dedica una antologica.Le donne dei suoi ritratti, eleganti altezzose e spregiudicate, sono divenute una icona della modernità Art Deco.
Giunse a Parigi nel 1919. Come molti altri emigranti in fuga dalla Rivoluzione bolscevica, anche questa artista nata in Polonia ne 1898 iniziò una vita non facile nella capitale delle arti.
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All'arrivo gravavano sulle sue spalle un marito spiantato ed una figlia di un anno, ciò non di meno, scelse di dedicarsi all'arte, alla pittura, memore delle belleze rinascimentali viste in Italia e accolte nel profondo nel corso di un mitico viaggio nel 1911. tra tutti, era stato Michelangiolo a destarle la maggiore impressione: ed alcuni suoi quadri , anche tra quelli esposti a Londra ( come il ritratto di Romana de la Salle ) rivelano con trasparenza la qualità monumentale del tratto pittorico di influenza Michelangiolesca.
Nel corso degli anni 20, collaborò al giornale tedesco di moda Die Dame, realizzando alcune copertine, tra cui il famoso autoritratto con cappello alla guida della sua Bugatti.
Un quadro come 'il TelefonoII' celebra l'albescente indipendenza femminile, il dominio sulle moderne tecnologie ed il controllo della propria immagine.
Si è detto che le figure della Lempicka mancano di vita interiore, forse si deve da un lato all'influsso del neo cubismo e dall'altro alla monumentalità ereditata dall'amato Rinascimento.. |
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Non solo fascino e stravaganza, ma anche una grande cultura figurativa, tra passato classico e avanguardie: è la Tamara de Lempicka, icona del periodo Deco, che va in mostra dall'11 marzo al Complesso del Vittoriano,a Roma, oltre 120 opere, tra disegni e dipinti, molti dei quali esposti per la prima volta in Italia, fra cui quelli provenienti dalla collezione di Jack Nicholson. Intitolata 'Tamara de Lempicka:La regina del moderno' , la rassegna curata da Gioia Mori è tra le più complete mai realizzate sulla produzione dell'artista.
Marisa
Poliani |
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