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Sonya Delaunay, Pittura |
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'Prismi eletrici' |
Nei suoi Prismi elettrici (nella foto) la rotazione dei dischi
colorati crea lo spettacolo esaltante della luce elettrica, e si fa
espressione della nuova poesia della modernità.
Nata in Ucraina, ma trasferitasi a Parigi all’età di venti anni,
Sonia Delaunay, moglie del pittore francese Robert Delaunay, e
personaggio di spicco della prima avanguardia parigina, ci permette
un affascinante viaggio attraverso l’arte del XX secolo: dalla
Russia all’effervescente e cosmopolita ambiente parigino degli anni
precedenti la Prima guerra mondiale. Amica, insieme al marito,
compagno d’arte e di vita, di intellettuali, poeti e artisti, Sonia
Delaunay spazia in ogni sfera della produzione creativa: pittura,
grafica, moda, pubblicità, teatro, balletto,
cinema, arredamento, illustrazione di libri..
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Pittura |
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Sonia Delaunay |
Scrive di lei il critico d’arte Lea Vergine: “ tiene la sua prima mostra a Parigi nel 1908. Le prime
testimonianze dei suoi studi sulla luce: E’tude de lumier,Le bal
Bullier, appartengono agli anni 1912-13, come pure le prime creazioni
simultanee.
Ma i settori che privilegia sono la moda, il manifesto..
Nel 1913 il primo libro simultaneo lungo due metri in cui i
contrasti colorati propongono una lettura globale continua
“testo-pittura simultaneo”
Dal 1922 anche il rapporto colore-scrittura produce nuovi modelli,
“gli abiti poema”.
La energia creativa ed esuberante di Sonia Delaunay influenzò senza dubbio lo sviluppo artistico del marito,in tanti
modi non sempre riconosciuti. Ma, come fa notare Damase “Sonia
Delaunay si è sempre tenuta in disparte affinché la attenzione si
concentrasse sulle ultime opere di suo marito…”
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Marina Giordano, con grande entusiasmo, in una biografia arricchita
da testimonianze, aneddoti e analisi critiche traccia il ritratto
appassionato e appassionante di questa artista e della sua
instancabile ricerca di una pittura di puro colore, di luce e ritmo.
Marisa Poliani
(Marina Giordano, “Sonia Delaunay. La danza del colore”, Milano, Selene Edizioni, 2003) |
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