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arte

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Artemisia Gentileschi , Pittura

Artemisia

 Artemisia in veste di Pittura

"so che il nome di donna fa stare in dubbio , - si rammaricava Artemisia Gentileschi - , ma guardate le mie tele e vedrete cosa sono capace di fare.”

(Roma  8 luglio 1593—1652).

Tra le figlie d'arte Artemisia Gentileschi è probabilmente la più famosa. Figlia più grande del pittore caravaggista Orazio Gentileschi, a differenza delle sorelle seguì le orme del padre. Morta la madre, a 12 anni continuò a dipingere, non limitandosi alle nature morte e ai ritratti, temi a cui in genere erano destinate le pittrici.

Nel 1610 finisce 'Susanna e i Vecchioni'. Nel 1611 il padre la affida al pittore Agostino Tassi per insegnarle la prospettiva. Ma Tassi approfittò della ragazza, minorenne .

       

Artemisia

Il padre di Artemisia lo denunciò e dopo un processo umiliante, l'uomo scontò otto mesi di prigione.

Un mese dopo si sposa. Matrimonio con un fiorentino molto più vecchio di lei, sotto ricatto,  per  poter continuare a lavorare e si trasferisce a Firenze . Qui nel 1616 entra nella Accademia del Disegno.

Nel 1621 torna a Roma, viaggia spesso a Genova e Venezia , dove aiuta il padre, dipinge per le chiese di Napoli, e nel 1638 lavora insieme al genitore in Inghilterra alla corte di Charles I..

Artemisia

Artemisia Gentileschi

Artemisia, celebrata come una "famosa artista romana" venne a contatto con committenti illustri, tra cui il Gran Duca Cosimo II de' Medici, il re Carlo I e la regina Maria Henrietta d'Inghilterra, e con i più importanti pittori del tempo, da Diego Velázquez ai numerosi artisti caravaggeschi e barocchi.

Su di lei sono stati scritti alcuni libri, tra cui 'Artemisia', di Alexandra La Pierre.

         Marisa Poliani

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